Fatti
Il ricorrente [A.] era iscritto nel registro degli obbligati all'IVA dal 1° gennaio 1995 e prestava servizi di consiglio di amministrazione a favore di diverse società. Egli fatturava, negli anni 1995-2000, l'IVA per i propri compensi di consiglio di amministrazione e di fondazione senza condizioni, secondo la prassi all'epoca vigente dell'Amministrazione federale delle contribuzioni. Dopo che il Tribunale federale, con sentenza 2A.468/1999 del 27 ottobre 2000, aveva stabilito che la prestazione di servizi da parte di un consiglio di amministrazione costituisce un'attività lavorativa non indipendente non soggetta all'IVA, [A.] chiese il rimborso delle imposte pagate.
L'Amministrazione federale delle contribuzioni respinse la richiesta di rimborso, e anche la Commissione di ricorso dell'Amministrazione federale delle contribuzioni respinse il ricorso. [A.] presentò quindi un ricorso al Tribunale amministrativo federale, chiedendo l'annullamento della decisione della Commissione di ricorso dell'Amministrazione federale delle contribuzioni e l'obbligo per l'Amministrazione federale delle contribuzioni di rimborsargli le imposte pagate.
Legge
Il Tribunale federale esaminò la questione se al ricorrente dovesse essere rimborsata l'IVA da lui pagata, dopo che il Tribunale federale aveva stabilito che la prestazione di servizi da parte di un consiglio di amministrazione costituisce un'attività lavorativa non indipendente non soggetta all'IVA.
Il Tribunale federale stabilì che il pagamento incondizionato dell'imposta ostacola il rimborso, poiché il contribuente, con la dichiarazione e il pagamento incondizionati dell'imposta, esprime chiaramente la sua disponibilità a pagare l'imposta da lui ritenuta dovuta. Il rimborso è possibile solo se il contribuente ha contestato o pagato l'imposta dovuta secondo la prassi precedente in modo legittimo.
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