Fatti

L'Ufficio di esecuzione di Horw ha comunicato alla ricorrente, [A. AG] , con lettera del 6 dicembre 2018, che [B.] (esecuzione n. xxx) e la [C. AG] in liquidazione (esecuzione n. yyy) avevano contestato le pretese di proprietà della ricorrente sui beni pignorati presso il debitore [E.] . Ha fissato a ciascuna un termine di venti giorni ai sensi dell'art. 107/109 LEF per promuovere le azioni di riconoscimento, altrimenti la ricorrente sarebbe stata considerata rinunciante.

La ricorrente ha impugnato tali decisioni il 24 dicembre 2018 dinanzi al Tribunale distrettuale di Kriens, chiedendo che il ruolo di attore fosse attribuito a [B.] e alla [C. AG] e che a lei stessa fosse attribuito il ruolo di convenuta quale terza rivendicante. Il Tribunale distrettuale di Kriens ha respinto il ricorso con sentenza del 18 dicembre 2019, ammettendo un superamento inverso: in ragione della posizione dominante del debitore [E.] , i valori patrimoniali sarebbero a lui imputabili nonostante l'apparenza formale. Esso si è basato su decisioni di opposizione al sequestro notorie presso le autorità.

La ricorrente ha appellato il 3 gennaio 2020 al Tribunale cantonale di Lucerna, che il 13 gennaio 2020 ha concesso l'effetto sospensivo al ricorso. Con sentenza del 31 marzo 2020, il Tribunale cantonale non è entrato nel merito del ricorso in gran parte per mancanza di motivazione sufficiente e lo ha per il resto respinto in via di considerazioni eventuali. Ha ordinato all'Ufficio di esecuzione di assegnare alla ricorrente un nuovo termine ai sensi dell'art. 107/109 LEF.

La ricorrente, rappresentata dal suo unico membro del consiglio di amministrazione [E.] , ha proposto il 6 maggio 2020 ricorso in materia civile dinanzi al Tribunale federale. Essa ha chiesto l'annullamento della sentenza e l'assegnazione di un termine a [B.] e alla [C. AG] ; in via subordinata, il rinvio. Con decreto del 6 luglio 2020, il Tribunale federale ha ripristinato l'effetto sospensivo. Non ha chiesto determinazioni.

Erano controversi fondi sequestrati, conti bancari, una cassetta di sicurezza bancaria e un veicolo, formalmente intestati alla ricorrente. La ricorrente lamentava una violazione dell'art. 108 LEF.

Diritto

Il ricorso in materia civile è dato contro la decisione impugnata (art. 72 cpv. 2 lett. a, art. 74 cpv. 2 lett. c, art. 75, art. 90, art. 100 cpv. 2 lett. a LTF). Il ricorso poteva essere redatto in italiano (art. 42 cpv. 1 LTF), mentre la decisione è redatta in tedesco (art. 54 cpv. 1 LTF). Gli accertamenti di fatto vincolano il Tribunale federale, salvo che siano manifestamente inesatti (arbitrari) o avvenuti in violazione del diritto (art. 105 cpv. 1, art. 97 cpv. 1 LTF); vige il rigoroso principio di allegazione (art. 106 cpv. 2 LTF).

La ricorrente ha anzitutto censurato le esigenze in materia di motivazione. Il Tribunale federale ha osservato che la LEF non contiene disposizioni esplicite sulla motivazione, ma che l'art. 20a cpv. 2 n. 2 LEF non giova alla ricorrente, poiché disciplina l'accertamento d'ufficio dei fatti e può proprio fondare un obbligo di collaborazione delle parti (e quindi un obbligo di motivazione). Non è stata dimostrata un'applicazione arbitraria del § 27 EGSchKG. Le diverse oggetti di impugnazione (decisioni degli uffici di esecuzione dinanzi al tribunale distrettuale rispetto alla sentenza del tribunale distrettuale, ampiamente motivata, dinanzi al tribunale cantonale) giustificano esigenze differenti. La mancanza di rappresentanza legale non abbassa le esigenze cantonali di motivazione. Non sussiste né un formalismo eccessivo né una violazione del diritto di essere sentiti.

Non sussiste neppure un'applicazione arbitraria dell'art. 56 CPC. L'obbligo del giudice di porre domande non dispensa dal fornire una motivazione adeguata, e una motivazione insufficiente non costituisce un vizio sanabile ai sensi dell'art. 132 cpv. 1 CPC. La ricorrente si è limitata a ripetere la propria opinione senza confrontarsi con la critica del Tribunale cantonale secondo cui mancava un esame del superamento inverso; la mera ripetizione della propria opinione giuridica poteva essere ritenuta insufficiente dal Tribunale cantonale.

Nel merito, il superamento della personalità giuridica costituisce espressione del divieto generale dell'abuso di diritto (art. 2 cpv. 2 CC) e trova applicazione anche nella procedura preliminare ai sensi degli art. 106 segg. LEF (DTF 144 III 541 consid. 8.3 e 8.4). Certamente, nella procedura preliminare le questioni giuridiche vanno esaminate con riserbo (DTF 123 III 367 consid. 3b), ma ciò non esclude di tenere conto di un chiaro abuso di diritto, anche se esso deriva da una procedura sommaria (opposizione al sequestro). La…