Fatti

Il ricorrente (padre) è stato obbligato con decisione della Presidenza del Tribunale di Laufenburg del 6 marzo 2018 a versare alla madre del figlio (nato nel 2015) un contributo di mantenimento mensile compreso tra Fr. 550.-- e Fr. 2'715.-- fino alla maggiore età dello stesso. La decisione motivata gli è stata notificata il 12 marzo 2018.

Il 15 aprile 2018 il ricorrente ha proposto appello presso la Corte suprema del Cantone Argovia. Le sue conclusioni vertevano sull'accertamento di vizi procedurali, sul nuovo calcolo del contributo di mantenimento per l'accudimento secondo una decisione passata in giudicato concernente il diritto di visita, sulla contestazione dell'importo del mantenimento calcolato tenendo conto dei pagamenti effettuati (pigioni, assunzione di debiti ipotecari) nonché sulla concessione della possibilità di una dettagliata presa di posizione e di un'integrazione probatoria. Un importo determinato non è stato da lui indicato.

Con decisione del 30 ottobre 2018 (ZVE.2018.27) il Tribunale d'appello non è entrato nel merito dell'appello per mancanza di quantificazione.

Il ricorrente ha adito il Tribunale federale con ricorso in materia civile del 27 dicembre 2018, chiedendo il rinvio all'istanza precedente affinché svolga il procedimento ai sensi dell'art. 56 CPC e gli indichi di formulare le proprie conclusioni. Ha lamentato una violazione degli art. 56 e 296 CPC (massima d'ufficio, massima inquisitoria, obbligo di interrogazione). Il Tribunale federale non ha richiesto alcuna risposta.

Questione controversa: se la Corte cantonale avrebbe dovuto entrare nel merito di un appello non quantificato nel procedimento di mantenimento dei figli, ovvero se, in virtù della massima inquisitoria o dell'obbligo di interrogazione del giudice (art. 56 CPC), avrebbe dovuto invitare a chiarire e quantificare.

Diritto

Una domanda deve essere formulata in modo sufficientemente determinato da poter essere pronunciata senza modifiche in caso di accoglimento. Le conclusioni d'appello volte al pagamento di una somma di denaro devono quindi essere quantificate. Ciò risulta anche dall'art. 315 cpv. 1 CPC (sospensione del passaggio in giudicato ed esecutività nella misura delle conclusioni) nonché dagli art. 312 e 313 segg. CPC, affinché la controparte possa difendersi e decidere sull'appello incidentale.

La vigenza della massima d'ufficio nell'ambito del mantenimento dei figli non modifica la necessità di conclusioni quantificate. Anche nel procedimento d'appello concernente il mantenimento dei figli sono necessarie conclusioni quantificate.

La massima inquisitoria concerne solo la raccolta della materia processuale, non l'avvio e la conclusione del procedimento né la formulazione delle conclusioni. Essa non fonda neppure un obbligo del giudice di consigliare le parti su questioni processuali. Il ricorrente non può quindi dedurre nulla a proprio favore dalla massima inquisitoria.

Restava da esaminare se il giudice, indipendentemente dalla massima inquisitoria, fosse tenuto ai sensi dell'art. 56 CPC a richiamare l'attenzione sulla mancanza di conclusioni quantificate. L'obbligo di interrogazione del giudice serve a far sì che una parte non perda il proprio diritto per inabilità, ma non a compensare negligenze processuali. Nei confronti di parti patrocinate…