Fatti

Parti e contesto. Il convenuto attore, cittadino spagnolo domiciliato in Spagna, uomo d'affari facoltoso, era titolare di un conto non dichiarato presso la banca [C.] e avente diritto economico di due società offshore panamensi ([D.] Corp. ed [E.] Inc.), i cui averi erano depositati negli Stati Uniti.

Apertura del conto controverso. Nel 2000, l'attore ha affidato una parte dei suoi averi alla banca convenuta ricorrente e/o a [H.] , gestore patrimoniale impiegato da quest'ultima dal 1999 e figlio di un suo caro amico. Il conto controverso è stato aperto da [H.] a nome del proprio padre, e non a nome dell'attore, facendogli credere falsamente che fosse aperto a suo nome. L'attore ha ordinato il trasferimento dei suoi averi (1'377'529 fr. 15, 204'945,96 USD e 159'477,10 EUR) su tale conto.

Trasferimenti offshore. Nel 2003 e nel 2004, le società offshore hanno fatto trasferire importi (1'726'857,36 USD, poi 962'394,05 USD tramite un altro conto) sul conto controverso. Non è contestato che tali società non avessero alcuna relazione con la banca e che intendessero unicamente, per ragioni di tracciabilità, versare fondi destinati al conto controverso. L'attore sostiene che tali trasferimenti sono stati effettuati su sua istruzione, circostanza contestata dalla banca.

Distrazioni. [H.] , licenziato nel 2011 con effetto al 30 giugno 2011 ma mantenuto come gestore indipendente esterno, ha distratto la totalità degli averi del conto controverso con una trentina di prelievi tra il 2003 e il 2012, quindi ha chiuso il conto. Ha consegnato all'attore falsi stati patrimoniali. L'attore ha appreso la verità solo il 15 novembre 2012. [H.] è stato imputato di falsità in titoli, appropriazione indebita e, in subordine, truffa.

Procedura cantonale. L'attore ha agito per responsabilità contro la banca fondandosi sull'art. 55 CO, con petizione depositata il 23 giugno 2017 presso il Tribunale di prima istanza di Ginevra. Le sue conclusioni principali nn. 2-4 riguardano gli importi da lui stesso trasferiti; le sue conclusioni principali nn. 5-10 riguardano gli importi trasferiti dalle società offshore; le sue conclusioni subordinate concernono i 33 prelievi. La procedura è stata limitata alla legittimazione ad agire. Con sentenza del 23 novembre 2018, il tribunale ha ammesso la legittimazione ad agire per le conclusioni nn. 2-4 e l'ha negata per le conclusioni nn. 5-10. Pronunciandosi sull'appello dell'attore il 18 giugno 2019, la Camera civile della Corte di giustizia di Ginevra ha riconosciuto la legittimazione ad agire per le conclusioni nn. 5-10 e per l'insieme delle conclusioni subordinate.

Ricorso. La banca ha proposto un ricorso in materia civile il 2 settembre 2019, contestando unicamente la legittimazione ad agire per le conclusioni nn. 5-10 e subordinate, e invocando la violazione dell'art. 55 CO (condizione del danno e erronea identificazione dei patrimoni delle società offshore e del loro avente diritto economico). L'attore conclude per l'inammissibilità del ricorso, ritenendo che non siano adempiute le condizioni dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF.

Diritto

Ammissibilità in generale e nozione di decisione finale. Il ricorso in materia civile contro le decisioni incidentali è ammissibile solo se tali decisioni possono causare un pregiudizio irreparabile (art. 93 cpv. 1 lett. a LTF) oppure se l'accoglimento del ricorso può condurre immediatamente a una decisione finale che eviti una lunga e costosa procedura probatoria (art. 93 cpv. 1 lett. b LTF). La ricorrente invoca unicamente questa seconda ipotesi. Il Tribunale federale risolve definitivamente una controversia ritenendo che la decisione parziale, decisione parzialmente finale ai sensi dell'art. 91 LTF, rientri nella nozione di decisione finale dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF, poco importando che essa non ponga fine all'insieme della procedura di prima istanza.

Condizioni cumulative dell'art. 93 cpv. 1 lett. b LTF. Devono essere adempiute due condizioni cumulative: da un lato, il Tribunale federale deve poter, accogliendo il ricorso, pronunciare immediatamente una decisione finale o parzialmente finale riformando la sentenza impugnata; dall'altro, tale decisione deve permettere di evitare una lunga e costosa procedura probatoria. Il Tribunale federale non può pronunciare tale decisione quando, in caso di accoglimento, dovrebbe annullare la sentenza impugnata e rinviare la causa all'autorità cantonale per complemento d'istruzione e nuova decisione.

Responsabilità del datore di lavoro (art. 55 CO) e legittimazione ad agire. La legittimazione ad agire fa parte delle condizioni materiali della pretesa e si determina quindi secondo il diritto materiale. Secondo l'art. 55 cpv. 1 CO, il datore di lavoro risponde del danno cagionato dai suoi ausiliari nell'adempimento del loro lavoro, salvo che provi di aver adottato la diligenza richiesta dalle circostanze. Si tratta di una responsabilità oggettiva semplice per il fatto altrui, che presuppone sei condizioni, tra cui un atto illecito dell'ausiliario, un danno, un nesso di causalità e una mancanza di diligenza del datore di lavoro (queste due ultime condizioni essendo presunte). Solo il leso diretto, che subisce un danno diretto nel proprio patrimonio, ha la legittimazione ad agire; il terzo che subisce unicamente un pregiudizio riflesso non ha, di regola, alcun diritto. La legittimazione ad agire è intimamente legata all'illiceità dell'atto; trattandosi di un danno puramente economico, occorre che la norma violata protegga il leso nei diritti lesi (concezione oggettiva dell'illiceità).

Assenza di accertamenti sufficienti da parte della Corte cantonale. La Corte cantonale ha fondato il proprio ragionamento su una triplice motivazione:…