Fatti
Il caso riguarda un amministratore unico di una società anonima con un solo azionista, che è stato accusato di gestione infedele per aver disposto di beni appartenenti alla società a fini personali. La società in questione, E. AG, aveva un capitale sociale di 500'000 franchi svizzeri e era diretta dall'amministratore unico, che era anche l'azionista unico. I fatti si sono verificati tra giugno 1983 e giugno 1984.
Le accuse mosse contro l'amministratore unico includevano la disposizione di beni della società per il proprio beneficio, come ad esempio spese personali, affitti per la sua residenza, alimenti per la sua figlia, spese di leasing per un'auto di lusso, nonché spese per attività di svago. È stato anche accusato di aver utilizzato le risorse della società per finanziare progetti personali senza controvalore per la società.
La corte cantonale ha inizialmente condannato l'amministratore unico per gestione infedele, ma la corte d'appello ha annullato questa sentenza, ritenendo che l'amministratore unico non avesse agito in modo infedele poiché era anche l'azionista unico e la società era quindi il suo proprio patrimonio.
Legge
Considerazioni generali
La Corte federale ha esaminato la questione se un amministratore unico di una società anonima con un solo azionista possa essere considerato come avente agito in modo infedele a danno della società quando dispone di beni appartenenti alla società a fini personali. La Corte ha considerato che la società anonima è una persona giuridica distinta dai suoi azionisti, anche se questi è unico, e che i suoi beni sono quindi considerati come beni altrui per l'amministratore unico.
Applicazione dell'articolo 159 CP
La Corte ha applicato l'articolo 159 del Codice penale svizzero, che sanziona la gestione infedele, e ha considerato che l'amministratore unico aveva agito in modo infedele disponendo di beni della società a fini personali senza controvalore per la…