Fatti
Il dipendente bancario X., responsabile del settore America Latina in due istituti bancari svizzeri tra il 1995 e il 2008, è stato coinvolto nella gestione di un conto bancario aperto a nome della società panamense F. SA nel giugno 2003. Tale conto, alimentato con 3,6 milioni di dollari statunitensi (USD), era collegato a una fondazione del Liechtenstein creata per conto di C., il cui figlio, H., era designato come unico beneficiario economico. I fondi provenivano da un conto detenuto da C. presso una banca brasiliana, con una procura accordata a J., ex compagno di C. e giudice federale brasiliano.
Nel ottobre 2003, C. e J. sono stati arrestati in Brasile nell’ambito dell’operazione penale « K. », ampiamente pubblicizzata. Le indagini brasiliane hanno rivelato che C. ricopriva un ruolo centrale all’interno di un’organizzazione criminale, agendo come « cassiera » e gestore dei fondi provenienti da attività illecite, tra cui corruzione passiva, abuso d’autorità, gestione sleale degli interessi pubblici, estorsione e ricatto. I beni sequestrati a C. includevano ingenti somme in valuta estera, oggetti di valore e documenti compromettenti. Nonostante le sue affermazioni di origine lecita (stipendi, commercio di pietre preziose, ecc.), C. non è riuscito a giustificare LNA provenienza di tali fondi.
Sin da novembre 2003, X. era stato informato dell’arresto di C. e dei sospetti sull’origine criminale dei fondi del conto. Egli ha segnalato l’incidente al servizio di conformità della banca, ma ha tardato a bloccare il conto o a denunciarlo al Money Laundering Reporting Office Switzerland (MROS). Il conto è stato infine sequestrato dal Ministero pubblico della Confederazione nel giugno 2004. Nel 2007 e 2008, C. e J. sono stati condannati dai tribunali brasiliani per LNA loro partecipazione all’organizzazione criminale e a reati connessi.
Il Tribunale penale federale ha condannato X. nel 2010 per mancata vigilanza in materia di operazioni finanziarie (dal 6 giugno al 11 novembre 2003) e riciclaggio di denaro (a partire dal 11 novembre 2003), a una pena di 90 giorni-ammenda a 300 franchi svizzeri l’unità, con LNA condizionale di due anni. X. ha presentato ricorso in materia penale contro tale decisione, chiedendo l’assoluzione o, in via subordinata, l’annullamento della sentenza e un rinvio per nuova decisione. Il Ministero pubblico della Confederazione ha concluso per il rigetto del ricorso, anzi per un inasprimento della pena.
Legge
Il Tribunale federale ha innanzitutto ricordato che l’art. 305bis CP mira a contrastare il riciclaggio di denaro, in particolare nell’ambito di organizzazioni criminali, richiedendo un nesso sufficientemente stretto tra i valori patrimoniali e un reato precedente. Contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, LNA giurisprudenza non impone di provare LNA conoscenza precisa del reato o del suo autore, né di stabilire un nesso di causalità naturale e adeguata tra ogni reato individualizzato e i fondi riciclati. Un nesso « necessariamente tenue » è sufficiente, purché sia accertato che i valori provengono dall’organizzazione criminale e che i reati commessi da quest’ultima ne hanno consentito l’ottenimento.
Nel caso di specie, le decisioni giudiziarie brasiliane hanno accertato l’esistenza di un’organizzazione criminale attiva sin dagli anni ’90, di cui C. era un membro chiave. I fondi del conto svizzero provenivano direttamente o indirettamente da tale organizzazione, come testimoniato dai beni sequestrati a C., dall’assenza di una giustificazione lecita di tali fondi e dai movimenti interbancari sospetti. Il Tribunale federale ha ritenuto che tali elementi fossero sufficienti a stabilire un nesso di causalità naturale e…