Fatti
La procura di Zofingen-Kulm sta conducendo un'inchiesta penale contro il cittadino tunisino A. per sospetto di minacce e costrizioni reiterate. A. è stato arrestato il 24 agosto 2015 e, con decisione del tribunale delle misure coercitive del Cantone di Argovia, è stato posto in detenzione cautelare fino al 24 novembre 2015 per pericolo di collusione e recidiva.
Il 19 ottobre 2015, la procura ha chiesto al tribunale delle misure coercitive l'adozione di misure alternative alla detenzione cautelare esistente. Il tribunale delle misure coercitive ha respinto questa richiesta con ordinanza del 26 ottobre 2015, motivando il rigetto con il pericolo di fuga e di recidiva. A. ha presentato reclamo contro questa ordinanza, che il tribunale superiore del Cantone di Argovia ha respinto con decisione del 19 novembre 2015.
Con ricorso in materia penale del 2 dicembre 2015, A. si è rivolto al Tribunale federale chiedendo l'annullamento della decisione del tribunale superiore e il suo rilascio dalla detenzione cautelare, eventualmente con l'imposizione di misure alternative.
Legge
Il Tribunale federale ha esaminato se il tribunale delle misure coercitive fosse legittimato a respingere la richiesta della procura di adozione di misure alternative e a mantenere la detenzione cautelare.
Il Tribunale federale è giunto alla conclusione che, secondo il Codice di procedura penale (CPP), il tribunale delle misure coercitive non può ordinare la detenzione cautelare se la procura ha richiesto solo misure alternative. Il CPP non prevede una regolamentazione esplicita in merito, ma dalle disposizioni sulle misure alternative (art. 226 cpv. 4 lett. c, art. 227 cpv. 5 e art. 237 cpv. 1 CPP) si può dedurre che il giudice della carcerazione è tenuto a adottare le misure coercitive che incidono meno sui diritti…