Fatti
- L'8 maggio, il 9 giugno e il 12 giugno 1971 si sono svolte a Losanna manifestazioni organizzate dal Comitato d'azione cinema (CAC) contro i prezzi delle sale cinematografiche. Queste manifestazioni si sono talvolta trasformate in rivolte con violenze e minacce contro le autorità. - A seguito di questi eventi, diverse persone sono state condannate dal Tribunale di polizia del distretto di Losanna e successivamente dalla Corte di cassazione penale del Tribunale cantonale vodese. - Cinque di loro hanno presentato ricorso in nullità al Tribunale federale, chiedendo l'assoluzione o la concessione della sospensione condizionale della pena.Legge
1. Riguardo alle minacce (art. 180 e 181 CP) - Sebbene uno degli agenti di polizia non abbia provato timore, l'altro ha avuto paura, il che è sufficiente a integrare la fattispecie dell'art. 180 CP. Le dichiarazioni del ricorrente, unite al fatto che ha eccitato altri manifestanti, dimostrano che egli ha voluto allarmare gli agenti di polizia. - Tuttavia, essendo le minacce state un mezzo di pressione per costringere gli agenti di polizia a partire, si applica l'art. 181 CP (costrizione) e non l'art. 180 CP (minacce).
2. Riguardo alle ingiurie (art. 177 CP) - I primi giudici non hanno violato il diritto federale nel ritenere integrati i presupposti dell'art. 177 CP, essendo le dichiarazioni del ricorrente volte a manifestare il suo disprezzo verso gli agenti di polizia.
3. Riguardo alla rivolta (art. 260 CP) - Gli atti di violenza ritenuti dai primi giudici, in particolare la forzatura delle porte del cinema l'8 maggio, rivestono carattere collettivo e possono essere qualificati come violenze ai sensi dell'art. 260 CP. - Il 9 giugno, l'impedimento dell'accesso al cinema da parte di una folla minacciosa costituisce anch'esso una…