Fatti

Il caso riguarda la morte di Giuditta Poggiali, avvenuta il 7 gennaio 1971 per avvelenamento da gas, in seguito a una perdita di gas causata dai lavori di scavo eseguiti dall'impresa Losinger-Vicari sotto la direzione di Domenico Capozzi.

Il Pretore di Lugano-Distretto aveva in un primo momento prosciolto Capozzi dall'accusa di omicidio colposo, riconoscendolo però colpevole di violazione delle regole dell'arte edilizia e di perturbamento colposo di pubblici servizi. Su ricorso del procuratore pubblico, la Corte cantonale di cassazione e di revisione penale aveva invece riconosciuto Capozzi colpevole anche di omicidio colposo, condannandolo a una pena di 3 giorni di detenzione, condizionalmente sospesa.

Capozzi aveva quindi presentato ricorso per cassazione al Tribunale federale, chiedendo l'annullamento della sentenza cantonale che lo riconosceva colpevole di omicidio colposo.

Legge

Il Tribunale federale ha accolto il ricorso, annullando la sentenza cantonale e rinviando gli atti alla Corte cantonale per un nuovo giudizio.

Secondo il Tribunale federale, la questione dell'adeguatezza del nesso causale tra il comportamento di Capozzi e la morte di Giuditta Poggiali era stata considerata dalla Corte cantonale come una questione di fatto, vincolante per il Tribunale federale. Tuttavia, il Tribunale federale ha rilevato che, secondo la sua giurisprudenza, la questione dell'adeguatezza del nesso causale è in realtà una questione di diritto.

Per quanto riguarda l'elemento…