Fatti

La controversia riguarda il rifiuto di una candidata a un impiego di operatrice telefonica in un'azienda di marketing telefonico di compilare un questionario alcune cui domande violavano la sua sfera privata. A seguito di tale rifiuto, il posto è stato ricoperto da un altro candidato e alla candidata è stato sospeso il suo diritto all'indennità di disoccupazione. La questione da risolvere è se tale comportamento costituisca una colpa ai sensi dell'art. 30 cpv. 1 lett. c LADI che giustifichi tale sanzione.

Legge

Il Tribunale federale ritiene che il diritto del datore di lavoro di porre domande al candidato non sia illimitato. Questi è tenuto a rispondere solo alle domande direttamente correlate all'impiego e alle competenze richieste. Le domande relative ad elementi della sfera privata del candidato e non pertinenti al posto da ricoprire costituiscono una violazione inammissibile della sua personalità.

Nel caso di specie, il Tribunale federale ritiene che le domande del questionario contestate dalla candidata, in particolare quelle relative al suo comportamento nella sua vita privata, superino le informazioni legittimamente richiedibili dal…