Fatti
Il 14 luglio 1989, C. [A.], un cittadino italiano, è deceduto nella sua abitazione di St. Moritz, lasciando dietro di sé suo figlio Riccardo [A.] e sua moglie Virginia V.-A.
Il 20 luglio 1989, il Kreisamt Oberengadin ha ordinato, su richiesta della vedova, la redazione di un inventario di garanzia sulla successione del defunto, conformemente all'art. 553, al. 1, ch. 3, del Codice civile svizzero (CC), e ha incaricato il notaio X. di St. Moritz di questo compito.
Il 18 novembre 1991, il Kreisamt Oberengadin ha emesso decisioni che ingiungevano alla società F. Treuhand e a quattro altre persone di fornire informazioni sugli asset della successione di C. [A.], comprese le transazioni sui beni, come le vendite, le donazioni, le anticipazioni di eredità, ecc., realizzate prima o dopo la morte del defunto.
Le decisioni sono state contestate dalla società F. Treuhand e dalle persone interessate, che hanno presentato un ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, chiedendo l'annullamento delle decisioni che li riguardavano.
Legge
Il Tribunale federale ha esaminato i motivi addotti dai ricorrenti, in particolare la violazione del concordato sull'assistenza giudiziaria in materia civile e l'interpretazione arbitraria del diritto civile.
Per quanto riguarda la violazione del concordato, il Tribunale federale ha considerato che le decisioni del Kreisamt Oberengadin erano atti di procedura che potevano essere intrapresi direttamente dall'autorità del cantone in cui si svolgeva il processo, conformemente all'art. 6 del concordato.
Per quanto riguarda l'interpretazione arbitraria del diritto civile, il Tribunale federale ha considerato che l'inventario ordinato a titolo di garanzia ai sensi dell'art. 553 CC comportava, per gli eredi e i terzi, il dovere di informare le autorità competenti, e che questo obbligo poteva, se del caso, essere…