Fatti

La ricorrente, [A. AG] , procede contro [B.] (il escusso) presso l'Ufficio di esecuzione di La Chaux-de-Fonds (esecuzione n. xxxxxxxxxx). Il escusso ha proposto opposizione al precetto esecutivo il 21 novembre 2018, contestando il proprio ritorno a miglior fortuna ai sensi dell'art. 265a LEF.

Con decisione del 25 febbraio 2019 (ML.2018.1574), il Tribunale civile del Littoral e del Val-de-Travers, statuendo in procedura sommaria (art. 251 lett. d CPC), ha dichiarato ammissibile l'opposizione.

Con atto del 27 marzo 2019, la ricorrente ha proposto un ricorso costituzionale sussidiario al Tribunale federale. Chiede principalmente l'annullamento e la riforma della decisione cantonale, nel senso che l'opposizione sia dichiarata inammissibile, e in via subordinata il rinvio della causa all'autorità precedente per una nuova decisione. Non sono state richieste osservazioni.

Il motivo principale della ricorrente riguarda la violazione del suo diritto di essere sentita (art. 29 cpv. 2 Cost.). Rimprovera all'autorità precedente di non averle permesso di presentare osservazioni sulla risposta del escusso. Secondo lei, il tribunale l'avrebbe soltanto invitata a prendere atto di tale risposta e a far sapere se desiderava che la procedura proseguisse.

Dagli atti risulta che, con lettera del 4 dicembre 2018, il giudice cantonale ha assegnato al escusso un termine di 10 giorni per produrre un dettaglio dettagliato dei propri redditi, oneri e sostanza. Il escusso ha risposto il 3 e il 4 gennaio 2019. Con lettera dell'8 gennaio 2019, il tribunale ha trasmesso tale risposta alla ricorrente, invitandola a esprimersi entro 10 giorni, in mancanza dei quali la procedura sarebbe proseguita, con una decisione resa in linea di principio senza udienza preliminare. La decisione impugnata è intervenuta il 25 febbraio 2019. La ricorrente ha inoltre ricevuto, in allegato a una lettera del 21 gennaio 2019, le memorie del creditore procedente datate 16 e 19 gennaio 2019.

Diritto

Sulla ricevibilità, il Tribunale federale rileva che la decisione è stata resa in procedura sommaria in applicazione dell'art. 265a cpv. 1 LEF. Si tratta di una decisione finale di natura pecuniaria in materia di esecuzione e fallimento (art. 90 e 72 cpv. 2 lett. a LTF), che non è soggetta ad alcun ricorso cantonale. Poiché la ricorrente invoca una violazione del suo diritto di essere sentita, che non potrebbe essere sanata nell'ambito dell'azione di accertamento del mancato ritorno a miglior fortuna (art. 265a cpv. 4 LEF), il ricorso è aperto in forza dell'art. 75 cpv. 1 LTF, disposizione quest'ultima che costituisce una norma speciale in deroga al requisito di un tribunale superiore (art. 75 cpv. 2 LTF). Il valore litigioso non raggiunge 30'000 fr. (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF) e non si applica alcuna eccezione (art. 74 cpv. 2 LEF), per cui è aperto unicamente il ricorso costituzionale sussidiario (art. 113 segg. LTF). Presentato tempestivamente (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso è ricevibile.

Quanto alla motivazione, il ricorso per violazione di diritti costituzionali (art. 116 LTF) esige un'argomentazione precisa e circostanziata (art. 106 cpv. 2 e 117 LTF), che la ricorrente non fornisce.

Nel merito, il diritto di essere sentiti (art. 29 cpv. 2 Cost.) garantisce in particolare il diritto di esprimersi prima che sia adottata una decisione sfavorevole, di accedere agli atti e di pronunciarsi su ogni argomentazione presentata al tribunale. Il tribunale deve garantire un diritto di replica effettivo: ogni presa di posizione o documento nuovo deve essere comunicato alle parti, con un termine sufficiente tra tale comunicazione e la decisione. Secondo la giurisprudenza, un termine inferiore a dieci giorni non è sufficiente, mentre un termine superiore a venti giorni permette di dedurre una rinuncia al diritto…