Fatti

Il ricorrente Y. ha ricoperto diverse funzioni presso la Confederazione. Dal 1994 al 2001 ha emesso complessivamente 33 fatture fittizie a favore di uffici federali presso i quali lavorava, con la ditta "A. Technica". Le fatture erano in parte munite di timbri di controllo e firme falsificate, e gli importi sono stati accreditati su un conto dal quale il ricorrente e sua moglie hanno prelevato denaro per scopi privati.

Il Tribunale penale federale ha condannato il ricorrente per più reati di truffa semplice e professionale, più reati di falsificazione di documenti ufficiali, falsificazione di documenti d'identità e più reati di riciclaggio di denaro. In alcuni punti lo ha assolto.

Il Ministero pubblico della Confederazione ha presentato ricorso di nullità federale contro la decisione.

Legge

Il Tribunale federale ha esaminato se il ricorrente si sia reso colpevole di falsificazione di documenti ufficiali e di falsa attestazione in ufficio.

È giunto alla conclusione che il reato di falsificazione di documenti ufficiali è integrato se il ricorrente ha apposto firme false di altre persone sulle fatture. Nella misura in cui le firme non erano chiaramente attribuibili a un determinato gruppo di persone, il Tribunale federale ha negato a ragione il reato di falsificazione di documenti ufficiali.

Per quanto riguarda le fatture sulle quali il ricorrente aveva apposto il suo visto, il Tribunale federale…