Fatti

Il Tribunale superiore del Cantone Argovia condannò il ricorrente X. il 7 maggio 2015 per più tentativi di lesioni personali gravi, più lesioni personali semplici e più violenze private a una pena detentiva di 3 ½ anni e dispose una misura ambulatoriale con accompagnamento all’esecuzione. Contro tale sentenza X. propose ricorso al Tribunale federale, che il 12 gennaio 2016 rinviò la causa al giudice di primo grado per nuovo esame, poiché era stato violato il principio di accusa. Nel procedimento di rinvio il Tribunale superiore condannò X. il 3 marzo 2016 per più lesioni personali semplici e più violenze private a una pena detentiva incondizionata di 2 anni nonché a una misura ambulatoriale con accompagnamento all’esecuzione.

X., con il suo ricorso penale, chiese l’annullamento di tale sentenza e la condanna a una pena pecuniaria condizionale di 300 tassi giornalieri di Fr. 130.–. Inoltre, chiese la dispensa dall’adozione di una misura ambulatoriale o, in subordine, la sospensione della pena detentiva a favore di una misura. La Procura superiore del Cantone Argovia rinunciò a presentare osservazioni, mentre il Tribunale superiore non si pronunciò. Il Tribunale federale accolse parzialmente il ricorso, annullò la sentenza del Tribunale superiore e rinviò la causa al giudice di primo grado per nuovo esame.

Legge

1. Principi della formazione della pena unica secondo l’art. 49 cpv. 1 CP

Il Tribunale federale conferma nella sua decisione il c.d. metodo concreto per determinare la conformità delle pene nell’ambito della formazione della pena unica. Secondo tale metodo, una pena unica ai sensi dell’art. 49 cpv. 1 CP è possibile solo se per ogni singola violazione della norma sono state inflitte pene conformi. Non è sufficiente la mera conformità astratta dei quadri edittali minacciati. Le pene pecuniarie e le pene detentive sono considerate non conformi, poiché rappresentano differenti specie di pena e si differenziano per intensità ed effetto lesivo. Tale opinione corrisponde alla dottrina dominante e alla giurisprudenza costante del Tribunale federale (cfr. DTF 142 IV 265 consid. 2.3.2; DTF 138 IV 120 consid. 5.2).

2. Procedimento metodico nella formazione della pena unica

La formazione della pena unica presuppone che il giudice determini le (ipotetiche) pene singole per ogni reato. Una pena unitaria che comprenda tutti i reati in un’unica valutazione complessiva non è ammessa. È invece necessario determinare la pena base per il reato più grave e poi aumentarla applicando il principio dell’asperazione. In tal caso non può essere superato il limite massimo legale della specie di pena. Il giudice di primo grado non ha rispettato tali requisiti metodici, poiché ha stabilito la specie di pena sulla base di un esame complessivo sommario di tutti i reati, senza determinare le pene singole e verificarne la conformità.

3. Critica al metodo astratto

Il Tribunale federale respinge il c.d. metodo astratto, che determina la conformità delle pene in base ai quadri edittali dei reati realizzati. Tale metodo condurrebbe a risultati sistematicamente inappropriati, in particolare nella formazione di pene detentive uniche da pene pecuniarie e detentive o da più pene pecuniarie. Inoltre, esso contraddice il chiaro tenore letterale dell’art. 49 cpv. 1 CP, che fa riferimento alle pene singole concrete. Il legislatore ha disciplinato in modo esaustivo le concorrenze nell’art. 49 CP e ha previsto la formazione di una pena unica solo in caso di pene conformi. Una modifica di tale disciplina attraverso la…