Fatti
Il caso riguarda la società Werkzeugmaschinenfabrik Oerlikon (WO), un'azienda familiare che ha esportato materiali di guerra verso diversi paesi sotto embargo, in particolare il Sudafrica, Israele, la Nigeria, l'Arabia Saudita, l'Egitto e il Libano, tra il 1963 e il 1968. Le esportazioni sono state effettuate con l'aiuto di documenti falsi, in particolare dichiarazioni di fine utilizzo, e hanno generato un fatturato di 88 milioni di franchi svizzeri.
Gli imputati, Lebedinsky, Gelbert, Meili e Bührle, sono stati accusati di vari reati, in particolare di infrazioni alla legge sui materiali di guerra, di falsificazione di documenti e di complicità. Lebedinsky, direttore del dipartimento delle vendite di armi, ha ammesso di aver dato l'ordine di falsificare documenti per ottenere autorizzazioni di esportazione. Gelbert, responsabile delle vendite, ha falsificato dichiarazioni di fine utilizzo per ottenere autorizzazioni di esportazione. Meili, responsabile dell'amministrazione, ha partecipato alla falsificazione di documenti e ha aiutato a nascondere le attività illegali dell'azienda. Bührle, proprietario dell'azienda, è stato accusato di complicità per aver lasciato proseguire le attività illegali senza intervenire.
Legge
I. Competenza del Tribunale penale federale
Il Tribunale penale federale è competente per giudicare le infrazioni alla legge sui materiali di guerra, nonché i reati di falsificazione di documenti e di complicità.
II. Infrazioni alla legge sui materiali di guerra
Gli imputati hanno commesso infrazioni alla legge sui materiali di guerra esportando materiali di guerra verso paesi sotto embargo senza autorizzazione. Hanno anche falsificato documenti per ottenere autorizzazioni di esportazione.
III. Falsificazione di documenti
Gli imputati hanno falsificato documenti, in…