Fatti

Il 14 febbraio 1955, un gruppo di rifugiati rumeni, composto da Beldeanu, Codrescu, Chirila e Ochiu, ha attaccato l'ambasciata di Romania a Berna, in Svizzera. L'attacco è stato condotto con armi da fuoco e ha risultato nella morte dell'autista dell'ambasciata, Setu. Gli imputati sono stati incriminati, tra l'altro, per spionaggio politico (art. 272 CP).

I fatti hanno rivelato che gli imputati avevano l'intenzione di impadronirsi di documenti confidenziali contenuti negli archivi dell'ambasciata, che riguardavano attività di sorveglianza presunte del personale dell'ambasciata nei confronti di rifugiati rumeni. Gli imputati hanno anche cercato di liberare persone detenute nell'ambasciata e di rapire un dipendente dell'ambasciata.

La procedura ha riguardato la questione di sapere se gli imputati avevano agito nell'interesse di un'organizzazione estera, ossia il movimento di resistenza rumeno, e se la loro azione costituiva un atto di spionaggio politico a danno del personale dell'ambasciata.

Legge

Il tribunale ha esaminato gli elementi dello spionaggio politico, come definiti all'articolo 272 CP, e ha considerato che gli imputati avevano agito nell'interesse di un'organizzazione estera, ossia il movimento di resistenza rumeno. Il tribunale ha anche considerato che gli imputati avevano cercato di ottenere informazioni non pubbliche sulle attività presunte di sorveglianza del personale dell'ambasciata.

Il tribunale ha anche esaminato la questione della lettura delle dichiarazioni precedenti dei testimoni che non avevano potuto comparire di persona, ai sensi dell'articolo 164 al. 2 PP. Il tribunale ha considerato che queste dichiarazioni potevano essere lette, anche se erano state fatte durante…