Fatti
Parti: Ricorrente [A.] contro la Cassa svizzera di compensazione SAK.
Fatti:
- La Cassa svizzera di compensazione SAK ha revocato la rendita per vedovo di [A.] a fine dicembre 2018 perché il suo figlio più giovane aveva compiuto 18 anni.
- Il Tribunale amministrativo federale ha respinto il ricorso presentato contro questa decisione con sentenza del 14 ottobre 2020.
- [A.] ha richiesto con ricorso in materia di diritto pubblico la prosecuzione del pagamento della rendita per vedovo oltre il 31 dicembre 2018.
- La cassa di compensazione ha chiesto di dichiarare il ricorso irricevibile e ha contemporaneamente depositato un provvedimento del 28 novembre 2022 con cui concedeva a [A.] una rendita per vedovo a partire dal 1° gennaio 2019.
Legge
Il Tribunale federale esamina d'ufficio la propria competenza e le condizioni per l'entrata in materia con cognizione libera. La richiesta della cassa di compensazione di dichiarare irricevibile il procedimento è ammissibile, poiché è di natura puramente processuale. Il ricorso al Tribunale amministrativo federale e quello in materia di diritto pubblico al Tribunale federale sono mezzi di impugnazione devolutivi e fondamentalmente riformatori. Con il ricorso contro una decisione o un provvedimento di opposizione, il portatore di assicurazione perde generalmente il controllo sull'oggetto del contendere (effetto devolutivo).
La cassa di compensazione supera la propria competenza funzionale e ignora l'effetto devolutivo, concedendo con provvedimento del 28 novembre 2022, durante il procedimento dinanzi al Tribunale federale, al ricorrente la rendita per vedovo finora negata a partire dal 1° novembre 2020. Questo provvedimento è formalmente nullo e deve essere considerato in questo procedimento come una richiesta della parte convenuta di accoglimento del ricorso. Ciò non comporta l'irricevibilità del procedimento, ma una valutazione sostanziale del ricorso.
Secondo l'art. 24 cpv. 2 LAVS, il diritto a una rendita per vedovo si estingue se l'ultimo figlio del vedovo ha compiuto 18 anni. La Corte europea dei diritti dell'uomo ha…