Fatti

Il ricorrente [X.] è stato condannato dal Tribunale d'appello del Cantone di Zurigo per furto professionale, danneggiamento di proprietà, violazione della quiete domestica, immigrazione clandestina e soggiorno irregolare, a una pena detentiva di 36 mesi. Il ricorrente chiede con ricorso in materia penale di annullare la sentenza del Tribunale d'appello e di condannarlo a una pena detentiva massima di 24 mesi.

L'autorità giudiziaria ha stabilito che il ricorrente ha agito in modo professionale e routinario e che la pistola ad aerosol (spray al pepe) sequestrata al momento dell'arresto dimostra che si era preparato anche per un eventuale incontro con le vittime. L'autorità giudiziaria ha valutato i danni alla proprietà e in particolare le violazioni della quiete domestica come molto più gravi rispetto al Tribunale distrettuale e non solo come reati concomitanti.

Il ricorrente è stato condannato, tra l'altro, per violazione della quiete domestica, danneggiamento di proprietà e furto professionale e in associazione nel 2007 a una pena detentiva condizionale di 26 mesi e nel 2011 a una pena detentiva incondizionata di 2 anni, nonché nel 2006 per reato contro le disposizioni sull'immigrazione.

Legge

L'autorità giudiziaria valuta il furto professionale come il reato più grave, che può essere punito con una pena detentiva fino a dieci anni (Art. 139 n. 2 CP). L'autorità giudiziaria stabilisce, in parte discostandosi dalla sentenza del Tribunale distrettuale, che si deve considerare un profitto del reato di almeno Fr. 30'000.--.

L'autorità giudiziaria valuta le condanne precedenti come fattori aggravanti, poiché il ricorrente non si è lasciato impressionare dalle condanne precedenti e non ha desistito dalla delinquenza. L'autorità giudiziaria reagisce…